ADHD in pratica - 2013


Commento: ADHD e servizi di assistenza
Nikos Myttas
pp 3-3
Negli ultimi anni è stato osservato un aumento del 3% dei bambini in affidamento, con 28.220 inclusi nell’anno terminato il 31 marzo 2012, rispetto a 27.500 dell’anno precedente. La fascia di età dai 10 ai 15 anni (67.050 bambini) è quella più colpita. Si ritiene che la morte di Baby P nel 2007 in seguito a mesi di abuso (caso di abuso minorile nel Regno Unito, NdT), abbia contribuito ad un approccio più diligente e proattivo tra gli assistenti sociali.
L’ADHD negli adulti e la disabilità intellettiva: diagnosi e terapia
Marios Adamou, Marian Quinn e Mandy Graham
pp 4-5
Già negli anni Ottanta si riteneva che gli individui con disabilità intellettiva (ID) non avessero la capacità cognitiva per essere affetti da problemi di salute mentale e che i disturbi comportamentali fossero ascrivibili all’ID. Fortunatamente, la letteratura si è rimessa in pari con l’esperienza clinica, ed oggi si riconosce che le persone affette da tale disabilità siano soggette ai medesimi disturbi di salute mentale di quelle non colpite e che siano probabilmente più vulnerabili.
L’ADHD e i bambini in affidamento
David Bramble
pp 6-9
In Inghilterra, circa 67.000 tra bambini e giovani sono attualmente inclusi nei programmi di assistenza sociale, e di questi il 75% risiede con le famiglie, mentre il 12% vive in istituti per l’assistenza all’infanzia, centri di accoglienza sicuri, scuole residenziali, ostelli e altre sedi specialistiche; il resto risiede con i genitori, ma secondo le condizioni di un ordine di affidamento. Quasi due terzi dei minori sono inclusi in questi programmi a causa di abuso o abbandono da parte dei genitori. Per questi bambini e adolescenti, l’evidenza epidemiologica ha rivelato dei tassi significativamente più elevati di sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), autismo e diverse altre neurodisabilità, rispetto alla popolazione generale. La presenza di disabilità neurologiche contribuisce significativamente alle difficoltà di questi bambini e se non diagnosticate, queste possono aggravare considerevolmente i livelli già elevati dei problemi emotivi, comportamentali e formali di salute mentale anche presenti in questo gruppo. Inoltre, le neurodisabilità possono contribuire alle difficoltà di collocazione e di gestione dei bambini durante il periodo di affidamento.
Conferenza ADDISS 2013 – il cuore e la mente
Deepak Kansagra, Karen Walkden e Leon Rozewicz
pp 10-11
L’undicesima conferenza internazionale ADDISS (Attention Deficit Disorder Information and Support Service, servizi informativi e assistenziali per la sindrome da deficit di attenzione) si è svolta lo scorso ottobre 2013 a Liverpool. Come sempre, l’avvenimento ha visto riunite figure professionali, le famiglie e gli individui che si interessano alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Il livello di interesse alle conferenze ADDISS è sempre eccezionale e questa edizione non ha fatto eccezione. I discorsi seri e i suggerimenti pratici si sono alternati ai momenti di grande divertimento.
Vigilanza abstract: Classificazione diagnostica e associazioni con l’ADHD
Nigel Humphrey
pp 12-12
In questa edizione, si evidenziano le diagnosi e le associazioni con l’ADHD. Un’analisi sistematica di Curtin et al considera il legame tra i disturbi dell’alimentazione e l’ADHD. Merwood et al esplorano la possibile natura genetica della labilità emotiva. Gli ultimi due abstract esaminano la diagnostica e il trattamento dell’ADHD: argomentazioni a favore della neurovisualizzazione come tecnica diagnostica e una modifica della classificazione diagnostica e possibile distinzione tra tempo cognitivo lento e la forma disattentiva dell’ADHD.
Guidare con l’ADHD: consigli per gli adolescenti
Nwanneka N Sargant e Fiona Finlay
pp 13-15
Gli incidenti automobilistici sono la causa principale di morte tra gli adolescenti del Regno Unito, e rappresentano il 30% delle morti maschili e il 17% delle morti femminili. Secondo le statistiche, rispetto agli automobilisti quarantenni, il rischio di morte o di gravi ferite dei giovani è dieci volte maggiore. Secondo l'Amministrazione nazionale della sicurezza stradale (NHTSA) e l’Istituto nazionale di statistica e analisi degli Stati Uniti, nel 2008, l’80% degli incidenti mortali tra i giovani di 16-24 anni era dovuto all’uso di cellulari, stato di ubriachezza, eccesso di velocità e mancato uso delle cinture. I fattori che aumentano la vulnerabilità dei giovani automobilisti comprendono la distrazione, l’impulsività, l’immaturità di giudizio, la ricerca del brivido e la compromissione delle funzioni esecutive.
ADHD e disturbi del sonno: un problema frequente
Allan Hvolby
pp 16-18
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) rappresenta il problema più comune riscontrato dai servizi di salute mentale infantile e adolescenziale (CAMHS), che colpisce il 4–6% dei bambini in età scolare.
AFRB
AFRB
pp 19-19
L’AFRB fu istituita in Belgio nel 2001 da Donnalea Barber come gruppo di sostegno anglofono ad hoc per i genitori di bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Carolyn Pennisi e Joanne Norris ne divennero le coordinatrici nel 2007. Un anno dopo, l’organizzazione divenne persona giuridica e assunse il nome attuale, ampliando la propria area di attività per includere il supporto delle famiglie colpite dai disturbi dello spettro autistico e dai disturbi dell’apprendimento, nonché dall’ADHD.

L'ADHD in pratica è stato precedentemente supportato da Shire dal 2010 al 2014.

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