ADHD in pratica - 2013


Commento: La sete di conoscenza
Nikos Myttas
pp 3-3
Spesso i genitori dei bambini con diagnosi sospetta o confermata di sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) dichiarano spontaneamente che i figli sono “immaturi”, mettendoli in imbarazzo. Con questo si riferiscono generalmente a un ritardo dello sviluppo socio-emotivo che compromette l’interazione con i coetanei e determina lo scansare, il bullismo e/o l’esclusione dal gruppo. Questa rivelazione iniziale raggiunge il picco nella media infanzia, quando gli incidenti di bullismo a scuola sono più frequenti.
L’ADHD e il ritardo puberale, esiste un legame?
Diluki Kevitiyagala e Fiona Finlay
pp 4-6
Nel 2012, nel corso di tre mesi, sono stati visitati in ambulatorio quattro ragazzi tra i 14 e 15 anni affetti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) che presentavano un ritardo puberale. Solo uno di essi seguiva una terapia farmacologica per il trattamento dell’ADHD, mentre la madre di un altro aveva affermato: “Pensavo che il ritardo fosse dovuto all’ADHD”. Per cui ci siamo domandati se esistesse un legame documentato tra l’ADHD e il ritardo puberale.Il ritardo puberale è generalmente definito come l’assenza di caratteristiche sessuali secondarie, dall’età di 14 anni per i maschi e di 13 anni per le femmine. Nei ragazzi, ciò include la mancanza di sviluppo testicolare (volume testicolare inferiore a 4 ml) e nelle ragazze l’assenza di sviluppo mammario.
La funzione esecutiva come endofenotipo dell’ADHD
Tony Steffert e Beverley Steffert
pp 7-9
In un mondo in costante cambiamento, la preparazione di azioni possibili, il monitoraggio di una determinata azione e l’arresto di un’azione inappropriata sono capacità di sopravvivenza fondamentali. Quindi, la preparazione, la selezione, il monitoraggio e l’inibizione sono aspetti centrali della funzione esecutiva e sono alcuni dei maggiori deficit nella sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Le valutazioni psicometriche della funzione esecutiva tendono a cogliere solo il comportamento e non i sintomi puri di tali deficit. Le misurazioni elettrofisiologiche cerebrali basate sugli eventi possono rivelare i meccanismi neurali della funzione esecutiva e distinguere i sottotipi di ADHD. La combinazione dei marcatori neurologici e comportamentali della disfunzione esecutiva nell’ADHD può diagnosticare l’endofenotipo della patologia e consentire una pianificazione terapeutica personalizzata.
Informazioni sull’ADHD necessarie nelle scuole
Andy Bloor
pp 10-12
È una generalizzazione (errata) pensare che tutte le scuole cadano nel panico o nell’apprensione dopo aver scoperto che uno degli studenti è affetto da sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Si tratta di uno stereotipo obsoleto come quello del medico generico che dispensa metilfenidato con particolare frequenza.
I dibattiti topici e la nuova ricerca terapeutica
Nigel Humphrey
pp 13-13
Benvenuti alla nuova rubrica fissa contenente una raccolta di abstract che evidenziano la nuova ricerca nel campo della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). La ricerca in questo campo è diversificata e in veloce espansione, quindi cercheremo di offrirvi un saggio delle nuove scoperte e tendenze. Abbiamo raggruppato gli abstract di una serie di riviste specialistiche, con i dettagli di contatto e/o i collegamenti agli articoli integrali, tuttavia è talvolta necessario un abbonamento per visualizzarli. In questa edizione si evidenziano le complessità delle comorbilità, con l’indagine di Faraone su un continuum genetico tra l’ADHD, il disturbo bipolare e la schizofrenia. Viene esaminato, inoltre, l’impiego del feedback elettroencefalografico per incrementare e ottimizzare la terapia farmacologica dell’ADHD. I due abstract finali prendono in considerazione le aree topiche di discussione: il dibattito sul ruolo dei videogiochi nel comportamento violento e i potenziali effetti concomitanti dell’uso di cannabis e l’ADHD.
La conoscenza dell’ADHD degli insegnanti di scuola primaria: uno studio
Angel Adams, Alfred Perera e Radha Bhat
pp 14-18
Gli insegnanti influenzano lo sviluppo accademico dei bambini perfino dall’età di sei anni,1 quando i bambini comprendono le aspettative che gli insegnanti nutrono nei loro esiti scolastici. La ricerca di Good e Brophy mostra che gli insegnanti riservano talvolta meno attenzione e lodi ai bambini con basso rendimento, sebbene oggi gli insegnanti del Regno Unito contesterebbero probabilmente quest’affermazione. Jones suggerisce che il com portamento degli insegnanti verso i bambini con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) può influenzarne le interazioni.
Recensione del libro: Can I Tell You About ADHD? A Guide for Friends, Family and Professionals
Noreen Ryan
pp 18-18
Quando mi è stato chiesto di recensire questo libro sull’ottica di un bambino affetto dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), indirizzato agli amici, alla famiglia e ai professionisti, ero particolarmente interessata alla percezione del libro dalla prospettiva di un bambino. Vi sono molte risorse disponibili sull’ADHD per bambini, genitori e professionisti, ma poche espongono il contenuto dal punto di vista del bambino. Perciò ho chiesto aiuto ai bambini con ADHD con i quali lavoro, e ai loro genitori.
HADD (Repubblica d’Irlanda)

pp 19-19
HADD Ireland è stato fondato oltre 30 anni fa. La nostra missione è quella di migliorare la vita degli individui affetti da ADHD. Siamo un’organizzazione nazionale con sede a Dublino e operiamo in tutta la Repubblica d’Irlanda.

L'ADHD in pratica è stato precedentemente supportato da Shire dal 2010 al 2014.

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