ADHD in pratica - 2013


Commento: Comunicazione e trasparenza danno buoni risultati
Rob Rodrigues Pereira
pp 3-3
Le idee inesatte sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) non sono diffuse esclusivamente tra la gente comune; spesso incontro insegnanti e perfino medici che credono in alcuni miti dell’ADHD. Migliorare la conoscenza della transizione ai servizi per gli adulti, delle comorbilità e delle terapie efficaci, rompendo il silenzio sullo stigma della malattia è fondamentale per tutte le nuove generazioni di pazienti, genitori e professionisti sanitari.
Lo stigma dell’ADHD: il ruolo dei fattori ambientali
Ilina Singh e Lauren Baker
pp 4-7
Lo studio VOICES (Voices on Identity, Childhood, Ethics & Stimulants: Children join the debate - Voci sull’identità, sull’infanzia, sull’etica e sugli stimolanti: i bambini partecipano al dibattito) ha analizzato la teoria del danno etico causato dalla diagnosi e dalla terapia farmacologica con stimolanti per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Tre concetti etici sono stati presi in particolare considerazione: autenticità, agenzia morale e responsabilità morale. Inoltre, è stata esaminata l’ottica dei bambini sulle inquietudini sociali più vaste legate alle norme comportamentali, alle esperienze infantili, alle aspettative scolastiche, alle pressioni accademiche e allo stigma, associati all’ADHD.
La transizione ai servizi per gli adulti: le mie indicazioni per i giovani
Noreen Ryan
pp 8-10
Prepararsi al passaggio dai servizi sanitari per i giovani a quelli per gli adulti può essere un processo scoraggiante per molti giovani e le loro famiglie. È stato osservato che la partecipazione dei giovani a questo processo viene ostacolata, ma è importante considerare quali servizi siano necessari per rimanere in buona salute non appena non si può più accedere ai servizi di salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza (CAMHS). È preoccupante che l’elevata soglia delle esigenze necessarie per accedere ai servizi per gli adulti può comportare la mancanza di servizi sanitari per i giovani dopo l’adolescenza.
Le scale di valutazione dell'ADHD negli adulti
Nigel Humphrey
pp 11-13
Il processo di valutazione della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) negli adulti è aggravato dalle preoccupazioni per la soggettività, a causa delle difficoltà emerse dall’autovalutazione dei sintomi, cioè da valutazioni sia eccessive che insufficienti. Sono state adottate misure più obiettive, quali il rilevamento a raggi infrarossi del movimento degli occhi, test computerizzati di prestazione continua, risonanza magnetica funzionale e l’elettroencefalogramma quantitativo (qEEG). Poiché si tratta di opzioni costose, la maggior parte delle valutazioni tendono a basarsi sull’autovalutazione e sull’evidenza comprovante. Questo articolo analizza alcuni quadri valutativi per adulti, di uso più frequente.
Aggiornamento sulla prescrizione infermieristica
Noreen Ryan
pp 13-13
Gli infermieri che lavorano con bambini e giovani affetti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) hanno previsto un cambiamento legislativo che ottimizza l'accesso dei pazienti ai farmaci per l'ADHD. Prima della variazione legislativa dell'aprile 2012, la prescrizione indipendente dei farmaci controllati era limitata per legge a un determinato numero di farmaci. Per l'ADHD, gli infermieri indipendenti autorizzati potevano prescrivere solo farmaci stimolanti come prescrittori supplementari.
L’ADHD e l’atopia
Hervé Caci e Charles Lehéron
pp 14-15
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è una patologia frequente del neurosviluppo, caratterizzata dall’eterogeneità e dalle malattie concomitanti. La prevalenza di questi disturbi è maggiore nei pazienti con ADHD rispetto a quelli senza la malattia, mentre l’ADHD è maggiormente prevalente nei pazienti diagnosticati con queste condizioni concomitanti rispetto a quelli che ne sono privi. I disturbi dell’ansia, tic, disabilità di lettura, disturbi del sonno ed enuresi ne sono un esempio. Presso gli ospedali pediatrici di Nizza, l’attenzione è stata incentrata su alcuni disturbi di comorbilità, vale a dire enuresi, obesità e atopia.
ADDISS

pp 16-16
L’ADDISS (servizi informativi e assistenziali per la sindrome da deficit di attenzione) è stata fondata alla fine degli anni ’90 da Andrea Bilbow in risposta alla chiara carenza di comprensione e accettazione sociale di quella che oggi viene tradizionalmente definita la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Uno dei problemi identificati era la mancanza di supporto per i pazienti e le loro famiglie. L’ADDISS esiste per sostenere queste persone, i loro amici e i professionisti interessati.
La terapia degli adolescenti: il ruolo del team di riflessione
Isabel Hernández Otero e Maria Jose Ortega Cabrera
pp 17-18
Con gli adolescenti, la psicoterapia è sempre una sfida, anche più ardua quando l’impulsività e l’iperattività sono associate ai disturbi della condotta e comportano delle difficoltà di socializzazione. È stato ampiamente dimostrato che la combinazione di psicoterapia e terapia farmacologica è l’intervento più efficace per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Tra i modelli sistemici più promettenti, lo schema terapeutico incentrato sulla soluzione, descritto da Steve de Shazer, è indicato come il più adatto per l’ADHD.

L'ADHD in pratica è stato precedentemente supportato da Shire dal 2010 al 2014.

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