ADHD in pratica - 2011


Non è ora di ascoltare anche i figli sani?
Nikos Myttas
pp 3-3
Nelle famiglie in cui uno o più figli sono affetti da un disturbo del neurosviluppo che richiede un maggiore coinvolgimento dei genitori, come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), l’impatto sui figli sani può essere drammatico. Numerosi studi dimostrano che il figlio sano si sente spesso trascurato, vittimizzato e non apprezzato, e che la sua afflizione viene sminuita o ignorata. I genitori tendono a discolpare il comportamento del figlio con ADHD e ad essere indulgenti con lui come non sarebbero mai con un figlio sano. Questo atteggiamento divergente, talvolta polarizzato, dei genitori può provocare rancore e ostilità, in particolare se il figlio malato mostra dei sintomi esternalizzanti, piuttosto che internalizzanti.
I vantaggi del trattamento dell’ ADHD negli adulti: valutazione di un servizio sperimentale
Peter Mason and Taimur Rahman
pp 4-7
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) avrebbe una prevalenza del 2,5 % negli adulti. Se non trattata, questa patologia comporta notevoli svantaggi psicosociali quali l’insuccesso scolastico, professionale e sociale, nonché un tasso elevato di criminalità e comorbilità psichiatrica. Nel Regno Unito, nonostante la prevalenza di ADHD e gli svantaggi ad essa legati, la disponibilità terapeutica per gli adulti è limitata. Uno studio recente ha indicato la possibilità che la terapia per alcuni adolescenti e giovani adulti con ADHD sia prematuramente interrotta.
L’implementazione della linea guida NICE sull’ADHD negli adulti
Leon Rozewicz
pp 8-9
L’Istituto nazionale per la salute e l’eccellenza clinica (NICE) è stato fondato nel 1999 con lo scopo di garantire un’assistenza di alta qualità e un accesso adeguato alle terapie mediche per ogni residente dell’Inghilterra e del Galles da parte dell’NHS, il servizio sanitario nazionale britannico. Le linee guida cliniche sono raccomandazioni divulgate dal NICE sull’assistenza e sulle appropriate terapie basate sull’evidenza, offerte dall’NHS ai pazienti con patologie e condizioni specifiche. Le terapie devono essere convenienti, ma le linee guida mirano anche al miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria.
Al di là dei farmaci: l’esercizio fisico migliora la dimensione dell’effetto terapeutico
Nikos Myttas
pp 10-13
È oramai stabilito e largamente accettato che la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo neuropsichiatrico infantile più comune e il più ricercato argomento di medicina, si manifesta generalmente nell’infanzia, ha un tasso di prevalenza del 5% in Europa e America del Nord e per molti soggetti persiste nell’adolescenza fino all’età adulta. Ciononostante, numerose revisioni della letteratura riportano tassi molto variabili in tutto il mondo, che oscillano da un minimo di 1% a un massimo di circa 20% tra i giovani in età scolare. Questa forte disuguaglianza è probabilmente ascrivibile a differenze metodologiche.
Gestione dell’ADHD: la prospettiva italiana
Sara Carucci and Alessandro Zuddas
pp 14-16
Nell’ultimo decennio l’Italia ha visto un forte incremento nell’interesse e nella ricerca sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). L’interesse è stato particolarmente intenso negli ultimi tre anni, soprattutto in seguito all’introduzione nel 2007 di un registro nazionale per l’ADHD. Tuttavia, nonostante la maggiore sensibilizzazione e cognizione della malattia da parte dei clinici, alcune importanti questioni rimangono irrisolte, e in Italia l’ADHD resta una condizione sottodiagnosticata e non trattata adeguatamente.
L’impatto dell’ADHD sugli altri figli: un’esperienza personale
Anonimo
pp 18-19
Quest’articolo descrive, da un punto di vista personale, cosa significa essere la sorella maggiore di due fratelli con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), di cui uno affetto anche da difficoltà dell’apprendimento. Quest’ultimo, S., ha oggi 17 anni, mentre l’altro, A., affetto solo da ADHD, ha 11 anni. Crescere con due fratelli con ADHD è stato difficile. Non ero certa cosa significasse “ADHD”. Durante l’adolescenza sapevo solo che i miei fratelli erano molto iperattivi e diversi dagli altri bambini, che sapevano stare tranquillamente seduti con la famiglia a guardare la TV.
L’alimentazione e la sintomatologia dell’ADHD
Kiriakoula Vratchovska- Zachou
pp 20-22
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo complesso che necessita un approccio terapeutico poliedrico. La gestione alimentare è un aspetto fino ad ora relativamente trascurato. Tuttavia, c’è una crescente evidenza che alcuni bambini affetti da problemi comportamentali sono sensibili ad uno o più componenti alimentari, che possono influenzare negativamente il loro comportamento. Questo articolo affronta la ricerca e le teorie genetiche rilevanti che giustificano gli approcci alimentari specificati di seguito e identifica gli argomenti che necessitano una ricerca futura.

L'ADHD in pratica è stato precedentemente supportato da Shire dal 2010 al 2014.

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