ADHD in pratica - 2010


Interrogativi e dilemmi costanti
Nikos Myttas
pp 3-3
Ogni clinico ha affrontato i quesiti di un ansioso genitore riguardanti la durata della terapia farmacologica del proprio figlio, appena diagnosticato con ADHD. I genitori restano sempre sconcertati dall’impossibilità di poter formulare una previsione. L’uso di dati statistici può essere di conforto, ma la prospettiva di una terapia farmacologica (di per sé controversa) dall’infanzia all’età adulta non viene presa alla leggera.
L’offerta di servizi per l’ADHD: la prospettiva delle organiz - zazioni di supporto in Europa
Stephanie Clark
pp 4-7
ADHD-Europe è un’organizzazione ombrello di recente istituzione, cui aderiscono associazioni europee di supporto per genitori di bambini e per adulti con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Nel 2009 ADHD-Europe ha svolto un sondaggio sull’esperienza dei membri in relazione all’offerta di servizi per la diagnosi e il trattamento dell’ADHD nel corso della vita dei pazienti. Vi hanno partecipato ventisette organizzazioni di 19 paesi (Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Turchia e Ungheria). L’articolo riassume alcune principali aree d’interesse condivise dai membri.
Cosa ci insegna lo studio sul trattamento multimodale dei bambini con ADHD?
Eric Taylor
pp 8-10
Il trattamento farmacologico della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è efficace a lungo termine? È un aspetto che i clinici, i pazienti e le loro famiglie desiderano conoscere, ma le prove sono insufficienti. Lo studio sul trattamento multimodale dei bambini con ADHD (MTA) mira a chiarire alcuni aspetti pratici urgenti della terapia farmacologica dell’ADHD.
L’introduzione della dichiar a - zi one di consenso inter nazio - nale ed europea per l’ADHD
Nikos Myttas
pp 11-14
A gennaio 2002, in un clima di controversia e in risposta alle dichiarazioni di varie organizzazioni e persone che la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) fosse il “prodotto” della collaborazione di psichiatri americani e dell’industria farmaceutica, è stata siglata una dichiarazio
Il neuro-enhancement non farmacologico può aiutare a superare gli ostacoli cognitivi
Claire Salter
pp 15-17
Nei soggetti con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), le differenze nella struttura e nella funzione cerebrale determinano gli ostacoli cognitivi che compromettono la prestazione e il rendimento.1 Il tipo, il grado e la portata degli ostacoli cognitivi sono unici per ogni individuo. Esistono quattro tipi di ostacoli cognitivi: - Interferenza, quando il cervello invia un segnale cognitivo errato - Assenza di inibizione, quando il cervello invia un segnale nel momento sbagliato - Attività ridotta, quando il segnale inviato è troppo debole - Trasmissione inefficiente, quando il segnale non viene riconosciuto in modo adeguato.
La gestione dell’ADHD nell’ambiente lavorativo
Jo Todd
pp 18-21
Sebbene la sindrome da deficit di attenzione e iperattività sia spesso considerata una disabilità, molti malati di ADHD ricoprono ruoli di successo. I liberi professionisti, dopo aver ricevuto il supporto idoneo allo sviluppo dell’infrastruttura che consente loro di gestire le normali attività quotidiane, possono convogliare la propria energia, capacità innovativa e creatività allo sviluppo dell’attività professionale. Di contro, la gestione di un dipendente con ADHD può essere problematica: l’alto grado di distrazione, iperattività e impulsività non è di certo l’attributo di molti quadri di competenza, e queste caratteristiche del dipendente con ADHD sono spesso citate solo come aspetti negativi. Alcuni comportamenti quotidiani dei dipendenti con ADHD possono irritare i manager e i colleghi.
L’etica nella psichiatria infantile: dilemmi e soluzioni
Joulietta Kalli-Laouri
pp 22-23
Come per tutte le specialità mediche, la discussione sull’informazione e sul consenso informato è rilevante alla psichiatria infantile come conseguenza del dibattito pubblico relativo al rapporto tra medico e paziente. I pazienti possiedono oggi una comprensione più esauriente dei propri diritti, ai quali possono appellarsi, mentre i medici sono vincolati dalla responsabilità civile delle loro decisioni e soggetti a procedimenti civili e penali, se qualcosa va male. Allo stesso tempo, Internet ha ampliato il volume di informazioni alle quali possono accedere i pazienti, trasformando così la relazione con il medico.

L'ADHD in pratica è stato precedentemente supportato da Shire dal 2010 al 2014.

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