ADHD in pratica - 2010


Sconcertati, ma entusiasti
Nikos Myttas
pp 3-3
Sto scrivendo da Copenhagen, dove è in corso il terzo congresso delle società pediatriche europee. L’evento non avrebbe attratto molto l’attenzione di psichiatri infantili, adolescenziali e per adulti, attivi nella diagnosi e gestione della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), se non fosse stato per il ruolo centrale della psichiatria infantile, per la prima volta nel programma. E quale migliore argomento per rappresentare la disciplina se non l’ADHD, importante anche per i pediatri di comunità, inondati da richieste di valutazione e gestione? Nel corso della prima giornata della conferenza, un pediatra di comunità ed io abbiamo fatto una presentazione sull’ADHD dinanzi a circa 500 delegati, i quali sono rimasti sconcertati, ma entusiasti di trattare questa patologia.
Gestione dell’ADHD nelle scuole: la prospettiva fran - cese di un gruppo di supporto
Christine Getin
pp 4-6
Christine Getin è la presidentessa di HyperSupers TDAH France, una delle maggiori organizzazioni per pazienti della Francia. In questo articolo spiega il ruolo dell’associazione nel supporto dei bambini e delle famiglie che convivono con la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD, in francese trouble du déficit de l’attention avec hyperactivité [TDAH]) ed esprime la sua opinione sulla gestione francese attuale del disturbo, in particolare nelle scuole.
Sono un adolescente come gli altri… o quasi!

pp 7-7
Un adolescente francese affetto da sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) condivide con i lettori i suoi pensieri e le sue emozioni. Sono un adolescente come gli altri… o quasi! Sono alto, affascinante e ho molto successo con le ragazze… scherzo! Il mio primo ricordo dell’ADHD risale all’età di sei anni, all’inizio della scuola elementare. Perdevo costantemente la giacca (ogni mese, secondo mia madre), la borsa sportiva e ogni settimana, l’intero contenuto dell’astuccio. All’incontro con mia madre, l’insegnante le disse che giocavo alle battaglie aeree con le matite e lo spazio intorno al mio banco era come uno zoo. Poiché ero già in grado di leggere e avevo dichiarato di non voler andare più a scuola, fui spostato un anno avanti e persi così tutti i miei amici.
L’ADHD e la disabilità intellet - tiva: una stretta relazione
Osman Malik and Jeremy Turk
pp 8-12
Questo articolo affronta l’importante relazione tra il disordine dello sviluppo neuropsichico della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e la disabilità intellettiva. L’ADHD può essere associata a una serie di disturbi specifici dell’apprendimento. L’articolo discute il ritardo cognitivo globale, sostanziale e permanente, generalmente con esordio precoce, come definito nella Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati, 10a revisione (ICD-10)1 e nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, 4a edizione, revisione del testo (DSM–IV–TR), classificazione del ritardo mentale. Questi deficit cognitivi derivano spesso da disordini genetici specifici, molti dei quali sono caratterizzati da un’associazione particolare con il deficit di attenzione e iperattività.
La valutazione dell’ADHD nel sistema penale
Susan Young and Gisli H Gudjonsson
pp 13-15
Vi è un’importante relazione tra la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e il comportamento asociale, e agli esperti viene chiesto con maggiore frequenza di offrire consulenza ai tribunali sulle vulnerabilità psicologiche e sulla gestione degli imputati con ADHD. L’obiettivo di questo articolo è fornire una guida sulla valutazione dell’ADHD a scopo giudiziario. L’attenzione verte sul sistema penale, poiché rappresenta la fonte più frequente di richieste dell’opinione esperta.
Il ruolo della memoria di lavoro nei bambini con ADHD in comorbidità
Barry Bourne
pp 16-20
Il mio interesse per la dislessia è iniziato alla fine degli anni sessanta, in pieno scetticismo profano e professionale (tra cui quello dei miei colleghi psicologi). Forse oggi si riconosce ampiamente che una minoranza significativa di individui incontra enormi difficoltà nell’acquisizione di livelli di competenza linguistica appropriati all’età, pur essendo funzionali in altre aree cognitive, poiché l’etichetta è meno importante dei fatti.
Trattare l’ADHD negli adulti ha un senso economico
Marios Adamou
pp 21-23
È piuttosto raro che i professionisti sanitari sappiano esattamente cosa comporta una discussione sull’economia sanitaria. L’esperienza mi ha insegnato che, di frequente, le supposizioni sulle offerte del sistema sanitario si differenziano da documento a documento e i metodi di analisi economica sono variabili. Inoltre, per alcuni clinici, la discussione di economia sanitaria è amorale e sgradita. Tuttavia, con il crescente impiego dell’ economia sanitaria da parte delle autorità responsabili del sistema sanitario, i professionisti dovranno comprendere ed essere in grado di rispondere alle analisi economiche.

L'ADHD in pratica è stato precedentemente supportato da Shire dal 2010 al 2014.

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